Tutti cercano di arrivare alle massime emozioni questo si sa, ma il rendersi conto che a volte si chiede troppo è "coscienza", il darsi i limiti, il dire: "Ok! Però devo meritarmelo... quindi non ora".
L'ottenere è una fatica che paga quando la si stringe in mano; ma pensa il piacere di vedersela venire incontro, tipo Dea dei nostri sogni, splendida a piedi scalzi, col suo sguardo ammaliante. Che Gioia.
Che quella Dea venga a compensare, ad equilibrare, a rendere un sogno in realtà, è una vita nella vita stessa, un cammino parallelo, che vive in simbiosi, si disseta dalla stessa fonte, dalla stessa che risolve la mancanza del vivere senza e di quella del vivere con lei, o meglio del sperar in lei. Un cuore per due corpi, due corpi per una vita, una vita per cercare lei: l'obbiettivo.
Sentirla sfiorare? Apre i confini. Sentirla smarrire? Chiude le speranze. Guardarla negli occhi regala scariche di vita, temere di guardarli è un peso della sua mancanza.
Molestarsi sui perché è l'infinito mal vivere dell'uomo, l'attesa del momento è l'infinita voglia di vivere invece. Dobbiamo abituarci a non chiedere "perché", ma "quando" e credere nei doni della vita.
*Copyright by Alby - Ciacio 2008*
lunedì 18 agosto 2008
Pensieri : realtà e obbiettivi
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